L’ultima volta che sul tetto dell’Eccellenza lucana comparve il nome di Ferrandina fu il 9 maggio 1999. Era un altro calcio ed anche un altro paese, meno colpito dallo spopolamento.

La fine degli anni Novanta aveva coronato il sogno della cittadina aragonese che fino a quel momento aveva sempre disputato campionati di livello passando dalla Terza Categoria all’ Eccellenza nell’ultima decade del 1900.

Era la scuola del maestro Lacava che aveva sfornato talenti di interesse regionale e non.

Nel mentre i rossoblù avevano sfiorato l’impresa nel campionato 1995/96 con una corazzata che si arrese solo al Villa d’Agri prima e all’Interamnia San Giacomo di Termoli poi, agli spareggi nazionali uscendo a testa alta dopo due pareggi e l’assurda regola del gol subito in casa che valeva doppio.

La truppa di mister Antonio Stigliano tre anni dopo vinse inaspettatamente un campionato livellato dove le favorite si chiamavano Materasassi, Villa d’Agri e Pisticci.

Ma il Ferrandina è un po’ come la Nazionale italiana. Vince poco, ogni tanto ma quando lo fa, lo fa col botto.

6 aprile 2025. Una squadra che a settembre, leggendo l’organico, i bookmakers regionali davano per salva a marzo. Forse.

Invece succede quello che non ti aspetti. Campionato livellato (come nel 1998/99), nessuna squadra materasso (come nel 98/99) e gruppo di giocatori rossoblú affiatato e che si conosce a memoria (come nel 98/99).

Il risultato è che la cittadina aragonese per larga parte del campionato crea il vuoto. Batte sia all’andata che al ritorno le due favorite Montescaglioso e San Cataldo. Batte tutti e a febbraio ha 11  punti sulla seconda.

Poi il calo. La sensazione di avercela fatta deconcentra la capolista. La tranquillità del grande divario di punti sulla seconda in classifica rompe un po’ quella scia positiva che proprio dopo la vittoria con il San Cataldo si ferma bruscamente riportando in un mese gli aragonesi a +1.

A questo punto molti pensano alla beffa o perfino al complottismo del non voler salire.

Invece il Ferrandina riprende la corsa e, complice il calo del San Cataldo, si riporta a +6.

Davanti a numerosi tifosi giunti al Taddeo di Paterno (nonostante la limitazione dei posti, si sono accomodati all’esterno dell’impianto valdagrino) il Ferrandina perde 2-0 ma mai sconfitta fu più indolore. La concomitante sconfitta casalinga del San Cataldo apre le porte della serie D ai materani ed è grande festa al novantesimo

La squadra di mister Rubolino riscrive la storia riportando la cittadina aragonese in serie D dopo un quarto di secolo fatto di bassi (tanti) e alti (pochi) ma che val la pena ricordarne alcuni tasselli: la promozione in Eccellenza nel 2004, la vittoria della coppa Italia di Promozione, il ritorno in Eccellenza e un paio di finali perse in coppa Italia di Eccellenza.

L’ultima (e anche prima) volta in D fu nel 1999/00. Il Ferrandina ritornó velocemente in Eccellenza da terzultima davanti a Maglie e Cerignola. All’epoca non erano previsti i playout.

Questa volta il Ferrandina sale nella categoria interregionale con  una maggiore consapevolezza della difficoltà del campionato che disputerá.

L’appuntamento con la grande festa è per mercoledì allo stadio Santa Maria che ritornerá la bolgia del 9 maggio 1999.

Si ringrazia per le informazioni G.G.

I tifosi del Ferrandina presenti fuori allo stadio di Paternò. Foto dal web

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