Ha dell’incredibile la storia che vi stiamo per raccontare.

Francavilla in Sinni, un’estate tra il 194 e il 1926.

In una casa colonica di contrada Givroni si stava celebrando la festa di nozze di due contadini. Dopo pranzo iniziarono i balli che continuarono fino a sera.

Mentre in casa si ballava, il giovane Biase Castronuovo, originario di Teano, in Campania,si tratteneva a fumare una sigaretta fuori, vicino alla porta d’ingresso.

Improvvisamente fu colpito da un proiettile di fucile che lo uccise all’istante.

La festa si interruppe e si vissero momenti di panico e tensione.

Il mattino dopo i carabinieri iniziarono le indagini affidate al vice brigadiere Rotondi, comandante della stazione di San Severino Lucano.

Coadiuvato da carabinieri e forestali, Rotondi soffermò le sue attenzioni su un giovane del posto, tale Giuseppe Salerno, cognato della vittima.

Il Salerno fu arrestato mentre trebbiava in massima tranquillità. Gravi indizi avevano portato gli inquirenti su di lui.

Sottoposto ad estenuante interrogatorio il Salerno confessò di aver ucciso Castronuovo in complicità con suo fratello Pietro e suo padre Raffaele. Quest’ultimo gli avrebbe prestato anche il fucile.

Il movente pare essere quello degli interessi economici e non legato a gelosie come all’inizio era sembrato.

I tre Salerno furono arrestati ma non conosciamo la durata della loro condanna.

Francavilla in Sinni

Lascia un commento

In voga